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Picking beverage Ho.Re.Ca. e referenze premium: quando serve un sistema come SILO²

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Nel canale Ho.Re.Ca., il magazzino non è un retroscena neutro. È il luogo in cui si decide se la promessa fatta al cliente — qualità, precisione, affidabilità — viene mantenuta o smentita. Eppure per molti distributori beverage la logistica premium continua a essere gestita con scaffalature tradizionali, affidandosi all’occhio e alla memoria degli operatori.

Fino a quando il tasso di errore non diventa impossibile da ignorare. 

Il paradosso della distribuzione beverage di qualità 

Chi distribuisce vini importanti, champagne e distillati rari al settore della ristorazione affronta un paradosso quotidiano: più si alza il livello dell’assortimento, più aumenta il rischio di errore.

Un Brunello di Montalcino e un Chianti classico hanno packaging simile. Un single malt giapponese e uno scozzese si distinguono per dettagli che, sotto pressione operativa, sfuggono facilmente. E in un contesto che promette consegne in 12 ore, 160-250 ordini al giorno e forniture di apertura da oltre 200 referenze in un’unica spedizione, ogni disguido ha un costo reale e immediato. 

Il costo non è solo economico: una bottiglia da 100 euro consegnata al cliente sbagliato, o non consegnata affatto, è un costo di posizionamento. Un errore in questo segmento non viene vissuto come un semplice disguido operativo, ma come un segnale di disallineamento tra la qualità dichiarata dell’offerta e la qualità reale del servizio. Il cliente che acquista referenze premium si aspetta un processo all’altezza delle referenze. 

Questa tensione tra assortimento di alto livello e logistica tradizionale è il punto di partenza di una storia che vale la pena raccontare. 

L.P. Distribuzione Bevande: crescita rapida, complessità crescente 

L.P. Distribuzione Bevande di Lo Presti Domenico & C. S.A.S. è una realtà siciliana con quasi cinquant’anni di storia, oggi guidata dalla seconda generazione della famiglia. Un catalogo da oltre 4.000 referenze — circa 1.500 superalcolici, più di 500 etichette tra vini e bollicine, più birre, bibite e food — servito a hotel, ristoranti e bar con una promessa di consegna entro 12 ore dall’ordine, senza eccezioni, anche nei picchi estivi. 

Dal trasferimento nella nuova sede di Aci Sant’Antonio nel 2022, il numero di referenze è raddoppiato in meno di due anni. Crescita commerciale positiva, certo. Ma anche più variabilità, più referenze con packaging simile, più rischio di confusione. In particolare nella fascia ad alto valore, quella che non tollera errori. 

Il vero problema non era lo spazio, era il controllo del picking

Il tasso di errore di picking si attestava intorno all’1%. Può sembrare contenuto. Ma in un magazzino che gestisce 160-250 ordini al giorno, un errore ogni cento prelievi si traduce in rettifiche quotidiane, verifiche, rilavorazioni, impatto sulla soddisfazione del cliente.

Prima dell’automazione, le referenze premium — vini importanti, champagne, distillati da collezione — erano stoccate su scaffalature porta-pallet tradizionali che occupavano circa 120 m² a pavimento. Lo spazio non era saturo. Il problema era il controllo del picking.

Inoltre, le referenze più delicate — vini a temperatura controllata, bottiglie pregiate, etichette rare — erano esposte a polvere e sbalzi termici.

Nel segmento premium, prodotto e processo non possono essere disallineati.
Il vero problema non era lo spazio, era il controllo del picking

La risposta: un magazzino verticale dedicato alla fascia che conta di più 

La scelta non è stata automatizzare l’intero processo di stoccaggio a magazzino. Ma intervenire esattamente dove il rischio operativo era più elevato: la gestione delle referenze premium.

Il magazzino verticale automatico SILO² di ICAM è stato installato alla fine del percorso di picking: l’operatore percorre le altre aree del magazzino e conclude la missione accedendo al magazzino automatico verticale, dove vengono prelevate le referenze ad alto valore.

Un’integrazione nel flusso, non una discontinuità. 

La coibentazione come standard di qualità 

Il SILO² installato presso L.P. Distribuzione è coibentato: garantisce condizioni di conservazione ottimali per le referenze più delicate. Per vini pregiati e champagne, la catena del freddo non è un optional — è parte integrante della qualità del prodotto consegnato al cliente finale. 

L’identificazione guidata che elimina l’ambiguità 

Con una capacità di 2.200 casse da sei bottiglie, il verticale ospita circa 900 referenze (saturazione al 70%). L’allocazione su vassoio è progettata per minimizzare la confusione tra prodotti con packaging simile. Il fascio di luce IRIDE guida l’operatore in modo univoco: la referenza corretta è indicata senza possibilità di equivoco. Non si interpreta, non si confronta: si preleva. 

L’integrazione con i sistemi aziendali 

Il sistema è integrato con il WMS Stocksystem e l’ERP Bollicine di Zucchetti. Visibilità e tracciabilità in tempo reale. Logiche FIFO ed EDD per la corretta rotazione del prodotto. Il dato operativo è connesso al sistema gestionale senza flussi manuali intermedi. 

Il magazzino SILO² in cifre 

Il magazzino verticale SILO² installato presso L.P. Distribuzione si sviluppa in altezza fino a 10,1 metri, sfruttando la verticalità disponibile nella sede di Aci Sant’Antonio per portare la capacità di stoccaggio su un footprint di soli 23 m². La larghezza complessiva della macchina è di 7 metri, con una profondità alla base di circa 3 metri: dimensioni che permettono di integrarla nel percorso di picking senza alterare il layout delle aree circostanti. 

Internamente, la macchina è organizzata su 3 colonne di stoccaggio con 124 vassoi, ciascuno delle dimensioni di 1.953 x 802 mm e un’altezza utile di carico di 375 mm. La capacità volumetrica complessiva raggiunge i 72,83 m³ , equivalenti a 194,22 m² di superficie stoccabile. Le 2 baie di prelievo e deposito, entrambe dotate di serranda automatica di chiusura e sistema di guida luminosa IRIDE, consentono prelievo e deposito in modo guidato e sicuro, con logiche FIFO ed EDD per la corretta rotazione delle referenze. 

I risultati operativi: da 1% a 0,02% di errore 

In circa dieci mesi di utilizzo:

  • oltre 2.300 prelievi gestiti
  • 2 errori registrati

Il tasso di errore passa dall’1% allo 0,02%.

Un cambiamento netto che significa eliminazione quasi totale di resi, rettifiche e rilavorazioni, con impatto diretto su customer satisfaction e affidabilità del servizio.

I 120 m² liberati dalle scaffalature tradizionali non sono stati semplicemente svuotati: sono stati riqualificati per sostenere l’ulteriore crescita dell’assortimento. La verticalizzazione ha migliorato il coefficiente di utilizzo volumetrico del magazzino, creando margine reale per continuare a crescere senza compromettere la promessa di consegna nelle 12 ore

Cosa insegna questa storia al settore Ho.Re.Ca per la gestione delle referenze premium

Non si tratta solo di ridurre gli errori.

Si tratta di rendere il processo coerente con il valore del prodotto gestito.

Il valore medio delle referenze stoccate da LP Distribuzione si aggira intorno ai 100 euro.
Gestirle in un sistema automatizzato, protetto e controllato significa allineare operatività e posizionamento.

Per un distributore Ho.Re.Ca. che compete sulla qualità dell’assortimento e sull’affidabilità del servizio, il magazzino è già un argomento commerciale. Non serve la brochure: basta portare il cliente a vedere come vengono trattati i suoi prodotti. 

Quando è il momento di valutare l’automazione 

L’esperienza di L.P. Distribuzione è replicabile. I segnali che indicano che il momento di valutare un sistema automatizzato è arrivato sono precisi: 

  • Il tasso di errore di picking sulle referenze premium inizia a crescere con l’assortimento. 
  • I prodotti con packaging simile generano confusione ricorrente, nonostante l’esperienza degli operatori. 
  • Le referenze delicate non hanno condizioni di conservazione controllate nella fase di stoccaggio. 
  • L’assortimento è in crescita ma lo spazio fisico e il processo non reggono il passo. 
  • C’è un divario percepibile tra la qualità dei prodotti offerti e la qualità percepita del processo logistico dai clienti che visitano la sede. 

Quando questi segnali si combinano, il problema non si risolve ottimizzando il layout delle scaffalature. Si risolve cambiando la logica con cui si gestisce la fascia che conta di più. 

Il tuo picking è davvero all’altezza delle referenze che vendi?

Vuoi capire se il tuo magazzino beverage è pronto per fare lo stesso salto di LP Distribuzione? 

Raccontaci il tuo contesto: assortimento, flussi, referenze critiche. Analizziamo insieme dove l’automazione può creare valore reale; non solo efficienza operativa, ma coerenza di posizionamento. 

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