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Transizione 5.0, cosa prevede il testo del decreto attuativo

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Il Piano Transizione 5.0 Digitale ed Energetico, disciplinato dall’articolo 38 del D.L. n. 19 del 2 marzo 2024, è quasi pronto a entrare nella fase operativa. È arrivata la firma all’atteso Decreto Attuativo e dopo gli ultimi passaggi burocratici (il testo è ora al vaglio della Corte dei Conti per il nullaosta alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), la manovra dovrebbe partire ufficialmente dalla metà di agosto.

QUI avevamo anticipato la disciplina generale e vantaggi e incentivi previsti dalla normativa 5.0.

Oggi possiamo entrare nel dettaglio, grazie alle informazioni contenute nel testo del Decreto Attuativo. Vediamole insieme.

Un Credito di Imposta per investimenti in innovazione che riducono i consumi energetici

Il Piano Transizione 5.0 Digitale ed Energetico mette a disposizione delle imprese di qualsiasi dimensione residenti nel territorio italiano e di stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, misure incentivanti per favorire investimenti in progetti di innovazione da cui consegue una riduzione dei consumi energetici comprovata da certificazioni energetiche. L’incentivo 5.0, finanziato da fondi PNRR, si manifesta sotto forma di Credito di Imposta fino ad un massimo del 45% dell’investimento effettuato e con un tetto di 50 milioni per ogni progetto. Il periodo di riferimento per l’investimento è il biennio 2024-2025.

Quali investimenti sono coperti dal Credito di Imposta della Transizione 5.0

A disposizione del Piano Transizione 5.0 ci sono risorse PNRR per un totale 6,23 miliardi di euro. Sono coperti dal Credito di Imposta gli investimenti in innovazione che portano riduzione dei consumi energetici, avviati da gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025 (considerando la data di avvio come quella del primo impegno giuridicamente vincolante per l’ordine dei beni oggetto dell’investimento).

Il testo del decreto attuativo prevede un’integrazione rispetto ai beni immateriali finanziabili. In particolare, vengono aggiunti i software relativi alla gestione di impresa se acquistati nell’ambito del medesimo progetto di innovazione che comprende investimenti in sistemi, piattaforme o applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding)”.

Ricapitoliamo, quindi, quali investimenti possono essere coperti dall’incentivo:

  • Gli acquisti, mediante mezzi propri o leasing finanziario, di beni materiali e immateriali indicati negli allegati A e B della legge n. 232 del 2016  già previsti dalle agevolazioni dell’Industria 4.0, a condizione che si consegua una comprovata riduzione dei consumi energetici
  • Gli investimenti in autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili
  • Spese di formazione del personale su temi della transizione ecologica

I magazzini automatici ICAM sono coperti dagli incentivi del nuovo Piano Transizione 5.0

I magazzini automatici di ICAM rientrano appieno tra i beni agevolabili con il Piano Transizione 5.0 Digitale ed Energetico perché grazie ad una elevata componente tecnologica e di innovazione efficientano i processi di stoccaggio con una riduzione dei consumi energetici.

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